Un investitore che cerca il bene ideale nel 2025-2026 opera in un mercato dove l’usato cattura quasi totalmente il rimbalzo transazionale, mentre il nuovo continua a contrarsi. Secondo il Conto dell’abitazione 2025 pubblicato dal SDES, l’attività immobiliare è aumentata di circa l’8% nel 2025, sostenuta dalle transazioni nell’usato, mentre l’investimento in abitazioni nuove è diminuito di circa il 14,4%. Questo cambiamento strutturale condiziona tutta la catena decisionale, dal sourcing al montaggio finanziario.
Tensione locativa e regolamentazione degli affitti: filtrare le zone prima del bene
Osserviamo che la maggior parte degli investitori inizia la propria ricerca dal tipo di bene, mentre il primo filtro operativo rimane la tensione locativa della zona mirata. Dall’estensione del dispositivo di zona tesa e dal inasprimento della regolamentazione degli affitti in diverse agglomerazioni, il rendimento lordo dichiarato non riflette più il rendimento reale sfruttabile.
In zona tesa soggetta a regolamentazione, il canone massimo può ridurre il rendimento lordo di diversi punti rispetto a un affitto di mercato libero. Raccomandiamo di incrociare sistematicamente tre dati prima di qualsiasi visita: la classificazione in zona tesa, l’esistenza o meno di un provvedimento di regolamentazione degli affitti e il canone mediano di riferimento aumentato per la tipologia mirata.
Nei comuni dove si applica la regolamentazione, un T2 usato ben posizionato può comunque rimanere pertinente se il supplemento di affitto è giustificabile (vista, terrazza, prestazioni superiori documentate). Al contrario, un bene standard nella stessa strada vedrà il suo affitto plafonato senza margine di manovra. Questo differenziale, raramente analizzato negli annunci, costituisce un vantaggio competitivo per chi si prende il tempo di scoprire i beni su Octroi Immobilier incrociando le caratteristiche del lotto con la normativa locale.
Rendimento locativo nell’usato: le voci di costo che i simulatori ignorano

Il rimbalzo delle transazioni nell’usato offre un bacino di beni a prezzi negoziati, ma il calcolo della redditività richiede di integrare voci che i simulatori online omettono frequentemente.
- Il costo reale dei lavori di adeguamento energetico: dall’interdizione progressiva della locazione delle abitazioni energeticamente inefficienti (DPE F e G), un lotto classificato F richiede un budget per i lavori che modifica il prezzo di costo globale. Non integrarlo fin dall’offerta di acquisto equivale a sovrastimare il rendimento netto.
- Le spese condominiali sugli edifici usati includono spesso accantonamenti per ristrutturazioni, rifacimento del tetto o adeguamento delle reti. Il verbale delle ultime tre assemblee generali fornisce informazioni sulle richieste di fondi votate o in arrivo.
- La vacanza locativa strutturale in alcune città medie, anche dinamiche, supera ampiamente il mese all’anno considerato per default nella maggior parte dei fogli di calcolo. Integrare sistematicamente un tasso di vacanza basato sui dati locali della domanda locativa piuttosto che un forfait nazionale.
- Le commissioni di gestione locativa, la garanzia per canoni non pagati e l’imposta fondiaria devono essere incluse nel calcolo del rendimento netto-netto, non solo del rendimento lordo.
Un bene usato acquistato al 15% sotto il prezzo di mercato ma che richiede una ristrutturazione energetica pesante può mostrare un rendimento netto inferiore a un bene al prezzo ma classificato C o D. Il DPE condiziona ora la strategia di acquisto tanto quanto la posizione.
Contratto di mobilità e affitto turistico: due piste da valutare
La legge Le Meur ha rafforzato le restrizioni sulla locazione di immobili arredati per turismo in molte comuni. Prima di puntare su un rendimento Airbnb, verifichiamo se il comune ha istituito un limite ai cambi d’uso o ha ridotto la durata massima della locazione turistica.
Il contratto di mobilità (da 1 a 10 mesi, non rinnovabile) attrae una clientela di studenti e giovani professionisti in zona tesa. Offre un rendimento intermedio tra la locazione vuota a lungo termine e l’affitto turistico, con una vacanza meglio controllata. Il contratto di mobilità rappresenta un leva di rendimento sottoutilizzata in zona tesa.
Ricerca di beni immobili redditizi: sourcing off-market e segnali deboli
I portali di annunci concentrano la maggior parte delle ricerche, ma i beni più redditizi vengono spesso negoziati prima della pubblicazione. L’off-market non è riservato a reti professionali chiuse: i mandati esclusivi in agenzia locale, le vendite all’asta e le successioni non ancora pubblicate rappresentano un flusso regolare.

Per accedere a questo flusso, puntiamo ai notai del settore, ai gestori patrimoniali locali e ai sindaci che gestiscono lotti in vendita nelle loro proprietà condominiali. Un amministratore sa prima di tutti quando un proprietario indebitato sta per vendere.
I segnali deboli da monitorare su un annuncio pubblicato:
- Un bene online da più di 90 giorni segnala un margine di negoziazione significativo sul prezzo d’acquisto.
- Una menzione “ideale investitore” nella descrizione traduce spesso un bene occupato o un DPE degradato, due fattori di svalutazione da sfruttare se il montaggio lo consente.
- Un prezzo al metro quadrato nettamente inferiore alla mediana del quartiere indica o un difetto strutturale (servitù, disturbo), o una successione urgente. La distinzione tra i due si fa nella fase della visita e dell’analisi del regolamento condominiale.
Montaggio fiscale e gestione locativa: decidere prima della firma
Il regime fiscale scelto impatta la redditività netta tanto quanto il prezzo d’acquisto. In LMNP al reale, l’ammortamento contabile del bene e del mobilio consente di ridurre fortemente il risultato imponibile per diversi anni. Questo meccanismo, ben documentato, rimane però mal calibrato da molti investitori che sottovalutano il costo del commercialista o dichiarano al micro-BIC per semplicità, perdendo così il vantaggio dell’ammortamento.
La scelta tra micro-BIC e regime reale deve essere fatta su simulazione numerica, non su semplificazione amministrativa. Oltre a una certa soglia di spese deducibili, il regime reale genera un differenziale fiscale che modifica la traiettoria di redditività su dieci anni.
La gestione locativa delegata costa tra il 6 e il 10% degli affitti a seconda dei fornitori, ma libera tempo e riduce il rischio di errore normativo (stato dei luoghi, revisione dell’affitto, diagnosi obbligatorie). Per un investitore che detiene più lotti, la delega di gestione diventa redditizia già dal secondo bene.
Il mercato attuale premia gli acquirenti metodici che padroneggiano la normativa locale, integrano tutte le voci di costo nel loro calcolo e cercano i beni prima dei portali di massa. Il bene ideale non è quello che mostra il miglior rendimento lordo in vetrina, ma quello il cui rendimento netto-netto resiste a tutte le costrizioni fiscali, energetiche e locative del settore mirato.



